Non so se il l’Affaire Kursaal Santalucia è arrivato a scrivere la parola fine almeno per la famiglia Buompastore ma se sono stato in silenzio sino ad ora l’ho fatto quasi esclusivamente perché non volevo che delle persone a me vicine, e non solo sentimentalmente, potessero subire indirettamente dei danni. Non sono mai stato sovraesposto ma ora sono libero di poter dire cose che, sino a questo momento, ho taciuto. I giornali spesso hanno scritto di situazioni che accreditavano ora a un politico, ora all’altro ma realmente, dietro a tutto, c’ero io e le persone che mi conoscono benissimo, poche e fidate, lo sanno.
C’ero io grazie a una serie di contatti, creati negli anni, con persone molto simili a me, coerenti e leali, con persone con cui non ci sono mai stati interessi particolari se non quello di un rapporto di confronto su temi e questioni di vari interesse. E questo non a livello locale.
Non sto qui a raccontare i vari singoli episodi, non sono pochi ma ne racconto uno in particolare. La foto di Panorama di Vendola. Fui io a chiedere la cortesia a uno di questi cari amici “che poteva” di far venire a Bari, Giacomo Amadori, il quale, in una settimana circa, riuscì a fare quello che ha fatto. Non lo feci per una ragione di vendetta o altro, anche perché, per mia fortuna, non ho mai voluto lavorare con la Pubblica Amministrazione alle condizioni della Pubblica Amministrazione, lo feci perché c’era da scavare in un sistema marcio e corrotto, un sistema in cui ci sono tanti veri diavoli travestiti da angioletti, dove il miglior politico ti mette a 90° e ti prende per il culo, senza vasellina. Un sistema in cui, e questo è il messaggio ai tanti amici imprenditori sia italiani che stranieri, se non hai il collegamento diretto col politico di turno il quale, a sua volta, dipende dai “notabili” della città collegati a loro volta con una buona parte di magistrati locali, sei FOTTUTO. L’hanno pagato gli eredi di Antonio Buompastore, un uomo che ha investito tutto quello che aveva guadagnato negli anni, casa compresa, in un Teatro che era ridotto a pisciatoio e dimora per le zoccole dandogli lustro e splendore. L’ha pagato una cara amica di cui non faccio il nome che si è trovata in una situazione che, di certo, non avrebbe desiderato. Persone che hanno fatto tanto per questa città ma che si sono scontrate contro la mafia locale che miete più vittime di quella siciliane perché le sue vittime sono invisibili. La mafia barese non spara, indossa cachemire, le mogli (o i compagni) e le commari vestono Prada, Hermés e Vuitton, sono quelli che vanno a fare shopping a Roma o a Milano se non addirittura a Parigi o New York, frequenta Tribunale, Comune, Regione di cui è il vero padrone, decide della vita e della morte di migliaia di persone, di centinaia di aziende, distribuisce centinaia di migliaia di euro agli amici e agli amici degli amici sottraendo il giusto a chi studia, si sacrifica, lavora.
Essere onesti, a Bari non premia, anzi, chi è onesto e non si piega al sistema, se al momento opportuno non fa campagna elettorale o non finanzia il politico a cui deve il proprio posto al sole, è fottuto. C’è una “Longa Mano”, la piovra barese, che arriva in ogni posto, spesso anche in Procura dove non vengono viste che, a confronto dei segreti di Pulcinella, fanno la stessa luce del sole in una notte d’agosto. Una città in cui, chi dovrebbe fare opposizione, dorme, o meglio, si accontenta delle briciole date di chi governa in cambio dell’omertà o di fatti i cazzi tuoi. Certo, poi ci sono delle eccezioni che, comunque, spesso sono isolate nel momento in cui si devono toccare i grossi interessi nel mondo della Giustizia, della Cultura, della Sanità, in tutti i posti dove corre il vero denaro, dove i milioni di euro diventano bruscolini eppure c’è tanta gente che ha problemi di dove mettere i soldi perché in banca, ai tempi attuali, potrebbe essere difficile. La Mafia locale è talmente organizzata che si comporta esattamente come fanno i grandi cartelli colombiani della droga, quando devono trasportare migliaia di chili di “roba” fanno la soffiata facendo scoprire chi ne trasporta qualche chilo così l’opinione pubblica si sente protetta. Aprite gli occhi e chiedetevi perché succedono tante cose e, se potete, abbiate la forza di denunciare, non siate omertosi se volete pensare realmente al bene dei vostri figli. Avete due strade, o vi esponete o “apparentatevi” con chi gestisce il sistema.
JbJ (vi vedo male, molto ma molto male)