Avendo investito (e in gran parte mangiato) i miei risparmi nel mio piccolo service editoriale, non possiedo né azioni né titoli di alcun genere. La premessa è d’obbligo perché ieri circolava la proposta di alzare dal 20 al 22 per cento la tassazione sulle rendite finanziarie. So benissimo, lor signori sono esentati dal sottolinearlo, che in Europa e nel mondo spesso l’aliquota sale anche al 25 per cento. Come so benissimo che in Europa e nel mondo ci sono tasse sulla casa. D’accordo (anche se i nostri mercati immobiliari e mobiliari non sono paragonabili)?
Ok, d’accordo. Però noi siamo un Paese stremato che ha bisogno di liquidità per alimentare i consumi e cercare di agguantare una ripresa possibilmente stabile. NON DOBBIAMO ACCETTARE CHE PER SFORBICIARE QUALCHE TASSA SE NE METTANO ALTRE. È solo un cane che si morde la coda. È una politica assurda, ignorante e demenziale, chiunque la sostenga, compreso il signor Renzi e il suo  contributo delle pensioni d’oro che nemmeno tanto d’oro sono.
NESSUNA TASSA IN PIÙ, né ai ricchi né ai poveri. E qualche soldo in più ai poveri senza andarli a prendere da altre tasche. PAGA LO STATO. L’ex presidente Consip ha dimostrato esempio su esempio (Panorama n. 46) che applicando hic et nunc la legge Calderoli sui costi standard delle forniture pubbliche il risparmio sarebbe IMMEDIATAMENTE di 30 miliardi nel 2014. Ci sono risorse per tutto: cancellazione dell’Imu anche sugli immobili strumentali, ritorno all’Iva al 21 (se non al 20), robusto taglio se non abolizione dell’Irap, cuneo fiscale per i redditi più bassi. E quei 30 miliardi sarebbero “strutturali”, non una tantum.
Ti dirò di più. Quando si taglia c’è sempre il rischio di colpire l’occupazione. Qui no, perché il numero delle siringhe sarebbe sempre lo stesso, quello dei computer idem e così via. Con il costo standard non ci rimettono le aziende, ma i corrotti e dovendo pagare meno, magari lo Stato pagherebbe persino più in fretta.
Perché non facciamo questa battaglia? Perché non la smettiamo di comportarci come i capponi di Renzo (o Renzi?) e invece di togliere a qualcuno per dare (poco e male) a qualcun altro, facendo della demagogia da lupanare non organizziamo un movimento che prema su Governo e Parlamento? Basta una firma di un ministro e un sì da Camera e Senato. È tutto lì documentabile. Vi prego!
 (Pier Michele Girola)