foto_gal_autore_12_col_portraitE l’informazione è solo il braccio armato della politica ed entra in ballo quando o politica o magistratura non riescono ad abbattere chi viene considerato “non allineato”?
Diceva Togliatti: “ Specialmente è tuo compito distruggere la morale insegnando agli inesperti, creando un ambiente saturo di quello che i pudichi chiamano immoralità. Questo è tuo supremo dovere, distruggere la moralità.” (dei nemici, chiaramente).
Andiamo un attimo a fondo della faccenda.
Vediamo prima alcune cose certe, cose di cui noi cittadini dobbiamo essere coscienti, se poi facciamo finta di non vederle allora siamo anche noi complici.
Abbiamo un magistrato che, in collaborazione con uno sparuto gruppo di colleghi, una reale minoranza, cerca di svolgere il proprio lavoro per cui è pagato. Sarebbe quello di indagare su ipotesi di reato. E questo lavoro è stato svolto con enorme successo in maniera indiscussa. Parlano i numeri.
Ma questo lavoro viene reso vano nel momento in cui si vanno a toccare i “notabili” politici vicino a determinate Aree dei Magistrati. Forse la prima vergogna è proprio questa, che ci siano delle vere e proprie aree di riferimento a determinati personaggi politici.
Facciamo nomi? Si, facciamo nomi. Analizziamo i fatti pubblicati con tanto di foto.
Un Nichi Vendola che viene trovato a un pranzo conviviale al cui tavolo l’80% sono magistrati, sia inquirenti che giudicanti. Non dovrebbe essere, almeno eticamente sconsigliabile?
E se di questo gruppetto di una decina di persone, c’è anche una giornalista di un noto quotidiano locale, non ci sarebbe da pensare? Trio MAGISTRATURA, POLITICA, INFORMAZIONE.
Ritorniamo ai magistrati. Uno di questi magistrati del convivio si trova, dopo tempo, a giudicare il Vendola e a assolverlo in maniera tanto dubbia da indurre un altro PM a ricorrere alla sentenza. TUTTO NORMALE?
Ma qua entra in gioco Repubblica.
Repubblica, caso strano, entra in possesso di documenti “riservatissimi” provenienti sia dal Tribunale di Bari che dal CSM, e nessuno ne parla atti a screditare quel magistrato colpevole di aver OSATO imputare Vendola. Non interessa se ha fatto arrestare e condannare, grazie al suo lavoro, oltre 200 mafiosi, non interessa se vive sotto scorta, non interessa che ha messo in luce tutta la Malasanità Pugliese, anzi, per quest’ultimo caso, forse glie ne fanno una colpa. Non avrebbe dovuto farlo?
Allora, la domanda che mi faccio da comune cittadino, come mai queste cose succedono solo quando un magistrato non vuole sottostare al gruppo dei magistrati che pranzano con i politici?
Come mai queste notizie arrivano a Repubblica (e Repubblica stralciando quello che interessa, pubblica) solo quando si tratta di cercare di mettere in cattiva luce il magistrato che non si è voluta addomesticare alle volontà del branco di lupi che comanda?
Come mai Repubblica ha dichiarato guerra ad personam alla Dot.ssa Digeronimo, forse ha la colpa di aver osato indagare Vendola e non avrebbe dovuto farlo?
La nuda e cruda verità è questa, ne viene fuori un quadro aberrante e, a dire poco, pauroso.
Forse è il momento di chiedere e pretendere trasparenza, nell’interesse di tutti.