Non so se tutti ricordano il personaggio di Don Bastiano ne “Il Marchese del Grillo”, invitava i propri adepti dicendo: “E fatevi il nome del Padre, porca puttana”.

Bene, la stessa cosa, con le dovute diversità del contesto, faccio nei confronti degli amici e di coloro che mi leggono.

ABBIAMO IL DOVERE di supportare “Il Comitato Altra Proposta” un Pool di magistrati che denunciano, e non in forma anonima, anzi, tutte quelle incongruenze che noi comuni cittadini vediamo quotidianamente nella forma di Magistratura del nostro paese, e ci fa sentire piccoli piccoli a confronto di un sistema che, invece di tutelarci, spesso ci fa pagare la presenza dei partiti politici in una magistratura che dovrebbe essere assolutamente indipendente così come avrebbero voluto i nostri Padri Costituenti.

Vi invito a leggere e a condividere quello che leggerete, è realmente una opportunità supportare questa iniziativa, se realmente si vuole cambiare qualcosa in questo Paese.

Un sentito ringraziamento va a questi Magistrati che, a costo di mettere a repentaglio la propria carriera (perché, anche se loro non lo diranno, va così), hanno voglia di cambiare un sistema che, personalmente, ritengo marcio.

Un particolare ringraziamento va al PM Desirèe Digeronimo a cui va tutta la mia stima per la coerenza con cui affronta, e non solo a parole, una battaglia in nome di una “giustizia più giusta”.

 

COMINCIAMO CON QUELLO CHE HANNO SCRITTO E CHE DENUNCIANO.

Una magistratura autonoma e indipendente è la prima garanzia di efficacia e terzietà di un servizio che dovrebbe essere svolto unicamente nell’interesse dei cittadini.

 Una magistratura libera e indipendente è interesse dei cittadini e solo noi cittadini nell’attuale sistema possiamo combattere per ottenerla perché le patologie di una magistratura controllata o controllabile ad “alcuni” fa comodo .

 Una magistratura autonoma e libera inizia dalla sua TESTA , dal suo autogoverno , dal CSM.

Alcuni magistrati italiani hanno fondato un comitato e porteranno avanti questa battaglia di civiltà giuridica ma è bene che l’opinione pubblica si faccia portatrice di un’idea che è finalizzata al bene comune , che è di buon senso , che è la premessa per un rendere migliore il servizio giustizia.

 Buona lettura!

 Desirèe Digeronimo

 

NON UN NUOVO GRUPPO, MA UNO STRUMENTO ESTRANEO ALLE LOGICHE DELLE CORRENTI PER VEICOLAR E LE PROPOSTE DEI MAGISTRATI

 Da tempo molti di noi denunciano le anomalie dell’attuale sistema associativo, omologato nei metodi a quello partitocratico, che influenza pesantemente il sistema di autogoverno della magistratura e segnatamente il C.S.M., vincolandone la composizione, oltre che l’operato, a rigide logiche di appartenenza (nella selezione dei dirigenti degli uffici giudiziari e dei fuori ruolo, nel sistema disciplinare ed in ogni altra occasione di intervento).

 A fronte dei rilievi critici espressi, della perdita di credibilità dell’autogoverno all’esterno, ma anche all’interno della magistratura – eppure quanto mai diffusa e ben evidente – i vertici associativi appaiono protesi unicamente a salvaguardare le prerogative dell’attuale sistema correntizio ed i privilegi già acquisiti: continuano ad emettere comunicati pieni di auspici e mere petizioni di principio nel tentativo di governare il malcontento dei dissidenti nei confronti dei quali, se estranei ai rispettivi sodalizi, assumono atteggiamenti denigratori volti alla loro delegittimazione.

 Riteniamo che sia venuto il momento di far assumere alla protesta una connotazione costruttiva: abbiamo, perciò, pensato ad una proposta alternativa al sistema delle correnti all’interno dell’Associazione Nazionale Magistrati, ripudiando i metodi dei gruppi organizzati oggi esistenti che hanno prodotto le attuali degenerazioni, per proporre, non una nuova corrente in seno all’ANM, ma uno strumento – sotto forma di comitato di scopo – da mettere a disposizione di tutti quei magistrati che, appartenenti o meno ai gruppi associativi, intendano adottare iniziative volte a reagire all’attuale uso del potere interno.

 Per queste ragioni il primo scopo che il comitato si prefigge è proprio quello di cambiare le regole della rappresentatività interna all’autogoverno interrompendo le interferenze correntizie sulla composizione del CSM.

 L’iniziativa, che sarà certamente invisa ai vertici dell’ANM (immediata sarà l’accusa di “Grillismo” e si griderà scandalizzati al qualunquismo dilagante a fronte dei santi principi dei gruppi associativi), è quella del recupero della indipendenza interna del singolo magistrato e, nel contempo, il recupero del ruolo del Csm, sia quale organo di autogoverno, sia quale organo di garanzia dell’indipendenza e della credibilità della magistratura nel suo complesso.

 Prima che la completa delegittimazione della funzione giudiziaria determini un intervento della politica dei partiti che non aspetta altro per incidere sul principio di indipendenza della giurisdizione, non più considerato un valore meritevole di tutela perché già compromesso all’interno della stessa magistratura.

 Stanchi di sentirsi complici, con il proprio silenzio, delle continue plateali violazioni delle regole del buon governo e delle non più difendibili degenerazioni dell’occupazione delle posizione di potere interno.

 Pietro Murano – Tribunale di Pisa

 

COMITATO “ALTRA PROPOSTA”

 http://altraproposta.blogspot.it/

Gli ultimi anni della storia della magistratura sono stati caratterizzati da una sempre crescente disaffezione dei magistrati per ogni attività e partecipazione collettiva, a causa della perdita della concreta capacità di rappresentanza da parte dell’A.N.M. e della crisi di credibilità dell’autogoverno.

Da tempo siamo convinti che questa deriva sia dovuta, principalmente se non esclusivamente, alla decisiva influenza che le correnti hanno nella selezione dei rappresentanti dell’A.N.M. e nella vita dell’associazione, nonché, soprattutto, sull’operare del C.S.M. e degli altri organi di autogoverno, per il condizionamento che esse esercitano, secondo strettissime logiche di appartenenza, su ogni scelta di autogoverno della magistratura, a cominciare dalla selezione dei magistrati dirigenti.

 Questa realtà è oggi nota a tutti anche a causa della recente involontaria diffusione di comunicazioni dalle quali chiaramente emerge come, da un lato, magistrati operanti in una corrente si rivolgono a componenti del C.S.M. appartenenti al loro gruppo per segnalare le “doti” di un candidato, tra le stesse includendo l’appartenenza di quest’ultimo allo stesso gruppo, e come, dall’altro lato, i componenti dell’organo istituzionale considerino nella loro scelta anche l’opportunità politica di sostenere, per l’attribuzione dell’incarico, il concorrente espressione della medesima area politico-associativa.

Simili metodi rallentano i processi decisionali del C.S.M. e, di conseguenza, hanno ricadute negative sul buon andamento degli uffici giudiziari, come ha ripetutamente evidenziato anche il Capo dello Stato, da ultimo in una lettera inviata al vicepresidente del Consiglio Superiore il 6 febbraio scorso, nella quale vengono stigmatizzati “i prolungati ritardi nelle decisioni di nomina (degli uffici direttivi) – riferibili anche al trascinarsi di contrasti e/o tentativi di accordo tra le diverse componenti della rappresentanza della magistratura in seno al Csm”.

Una situazione che sempre di più emerge anche all’esterno, presso i cittadini soprattutto, contribuendo a screditare l’intera magistratura.

Avvertiamo pertanto come indifferibili le esigenze, da un lato, di ripristinare un’autentica democrazia all’interno della vita associativa della magistratura, presupposto imprescindibile per affrontare senza preconcetti i temi fondamentali della giurisdizione e, dall’altro, di recuperare all’azione dell’autogoverno valori essenziali come la trasparenza e la riconduzione di ogni scelta solo alla legge e non a logiche diverse, come l’appartenenza correntizia .

Per queste ragioni crediamo sia anche indispensabile, oggi, dare vita ad un soggetto collettivo che rappresenti queste esigenze e si faccia parte attiva di ogni azione idonea a realizzarle.

 Se per realizzare gli obiettivi sopra indicati si creasse una nuova corrente si rinnoverebbero però gli errori del passato.

 Ecco perché nasce il Comitato “Altra Proposta”, i cui scopi statutari costituiscono soltanto obiettivi di METODO.

 Un metodo diretto a ripristinare la partecipazione diffusa e libera dei magistrati alla vita associativa ed all’autogoverno e a superare la pseudo–rappresentanza attualmente veicolata dal peso degli apparati di corrente.

 Si è deliberatamente esclusa la previsione anche di obiettivi di merito, attinenti alle molte tematiche che pure interessano e investono oggi la giurisdizione e che sono importantissime per la magistratura e la giustizia, per due motivi.

 Il primo è che assumere anche obiettivi specifici, di merito, avrebbe inevitabilmente comportato il rischio di giungere, alla fine, a creare un’altra corrente: cosa che non ci interessa. Su tutti i temi di rilievo per la magistratura e la giurisdizione ogni aderente al Comitato resta del tutto libero di agire come crede per il loro perseguimento ed eventuali ulteriori iniziative da assumersi nell’ambito del medesimo saranno valutate da tutti i colleghi che aderiranno al nuovo percorso.

 Il secondo motivo è che siamo convinti che, se nel dibattito interno all’A.N.M. si superano le logiche di schieramento e di appartenenza, il libero e leale confronto tra tutti i magistrati produrrà gli esiti migliori e, in modo analogo, che ogni magistrato chiamato a svolgere il delicato ruolo di componente degli organi di autogoverno opera al meglio se si limita a rispettare la legge e la sua coscienza e a cercare i contributi per le proprie scelte guardando alla platea diffusa dei magistrati (e non già al circolo degli amici della corrente che lo ha fatto eleggere).

 Chiediamo dunque ai colleghi di aderire al Comitato “Altra Proposta” e di dare il loro contributo per realizzare gli scopi individuati, o anche soltanto qualcuno di essi qualora non tutti vengano condivisi. Come si potrà vedere lo Statuto consente infatti l’adesione anche soltanto parziale agli scopi ed alle attività del Comitato.

 La struttura operativa è snella, non prevede organi direttivi e mira ad attuare nel massimo grado il principio di democrazia diretta. L’unica carica elettiva prevista – soggetta a frequente turnazione e ad un serio sistema di incompatibilità – è quella del Portavoce, al contempo organo rappresentativo e di servizio. Non sono previsti impegni o vincoli di sorta per gli aderenti. Ciascuno potrà farsi promotore di concrete iniziative che saranno sottoposte al gradimento della maggioranza e potrà scegliere, con la massima libertà, se e quando partecipare alle singole attività. Per consentire la più ampia ed agevole partecipazione, si è scelto il mezzo telematico quale ordinario strumento di dibattito e di voto.

In attesa della elezione del Portavoce tra una terna di magistrati sorteggiata tra gli aderenti dichiaratisi disponibili – ciò che costituirà il primo atto del Comitato – le adesioni potranno pervenire via mail a uno dei sottoscritti magistrati promotori.

 

 Questo non è il “nostro” Comitato, è il Comitato di tutti i magistrati che vogliono provare a cambiare il volto dell’autogoverno per ricondurlo a quella dimensione diffusa e trasparente che il legislatore costituente aveva immaginato, nella convinzione che si tratti del primo ed indispensabile passo perché ciascuno di noi vi si possa senza imbarazzo riconoscere e perché sia restituita alla Magistratura un’immagine non offuscata di credibilità, imparzialità ed efficienza al servizio dei cittadini.

 Roma, 2 Giugno 2013.

 Franca Amadori – Tribunale di Roma – franca.amadori@giustizia.it

 Milena Balsamo – Tribunale di Pisa – milena.balsamo@giustizia.it

 Francesco Bretone – Procura della Repubblica di Bari – francesco.bretone@giustizia.it

 Giuliano Castiglia – Tribunale di Palermo – giuliano.castiglia@giustizia.it

 Donato D’Auria – Tribunale di Pisa – donato.dauria@giustizia.it

 Giovanni Fanticini – Tribunale di Reggio Emilia – giovanni.fanticini@giustizia.it

 Felice Lima – Tribunale di Catania – felice.lima@giustizia.it

 Ida Moretti – Tribunale di Benevento – ida.moretti@giustizia.it

 Pietro Murano – Tribunale di Pisa – pietro.murano@giustizia.it

 Giorgio Piziali – Tribunale di Verona – giorgio.piziali@giustizia.it

 Andrea Reale – Tribunale di Ragusa – andrea.reale@giustizia.it

 Gianni Reynaud – Tribunale di Pinerolo – gianni.reynaud@giustizia.it

 Nicola Saracino – Tribunale di Roma – nicola.saracino@giustizia.it

 Stefano Sernia – Tribunale di Lecce – stefano.sernia@giustizia.it

 Massimo Vaccari – Tribunale di Verona – massimo.vaccari@giustizia.it

 http://altraproposta.blogspot.it/