compagni

Segretario Compagno Bersani,

premetto che non ho mai nutrito simpatia nei suoi confronti ma, come spesso mi succede, cerco di superare, nell’interesse comune, gli ostacoli personali soprattutto se lo richiede un interesse “supremo” e, soprattutto se, quell’interesse supremo riguarda la vita, ogni giorno, di decine di famiglie che, sul baratro di un burrone, si trovano al di sotto senza più speranza di poter risalire.

Le preciso che né io, tanto meno la mia famiglia, ci troviamo sul ciglio del burrone ma, se Le scrivo è perché ogni giorno sono costretto a informarmi sia attraverso la carta stampata che quella televisiva e quello che ne viene fuori è un quadro degno della seconda guerra mondiale. La fame, i morti, i fallimenti, la gente senza lavoro, OGNI GIORNO (e non per frase convenzionale ma pura realtà) investe più persone. Non so come la Sua coscienza, sperando che ne abbia una, Le consente di dormire la notte, la mia non me lo permette, non per niente sono le 04:42 del mattino mentre Le sto scrivendo dopo una notte insonne.  Mi potrebbe rispondere ma non ho creato io tutto questo e Le rispondo, vero, non lo ha creato Lei, l’abbiamo creato un po’ tutti, ciascuno per una particolare colpa, chi per aver evaso, chi per aver fatto il mestiere di politico, chi per avervi permesso di fare politica, chi per aver rubato, un po’ tutti ne abbiamo colpa ma, in questo preciso momento, per colpa di 500 mila persone che al posto di votare Renzi alle primarie, hanno votato Lei, svariate decine di milioni di persone stanno pagando amaramente i Suoi capricci e quello di uno sparuto numero di persone del Suo partito che la seguono. E non mi sembra giusto.

Non mi sembra giusto, Compagno Segretario Bersani che, le sue velleità vengano pagate da innocenti.

Ormai è opinione comune che un “forte governo”, fortemente rappresentativo di questo Paese che Lei dice di amare, potrebbe essere composto in qualche ora, solo se Lei lo volesse. Ed è anche opinione comune, e Le parlo di componenti del Suo stesso partito nonché di economisti, che sarebbe necessario che IMMEDIATAMENTE ci siano dei segnali che solo un governo può dare, per invertire questa curva del totale declino del Paese, non serve molto, sono sufficienti 3 o 4 segnali per invertire la rotta.

Lei, qualche giorno addietro, dichiarò che se qualcuno Le avesse detto che il problema era Lei, bastava semplicemente che lo dicesse, bene, lo dico io e quelle 4-5 persone che anche oggi si sono suicidate, quei 100 negozianti che anche oggi hanno definitivamente chiuso, quelle decine di imprenditori che oggi sono falliti, quelle centinaia di persone che oggi hanno perso il lavoro. Sono persone che si sarebbero potute salvare solo se questo Paese avesse dato un segno di speranza ma, con Lei, la speranza non la vede nessuno. La Sua ostinazione a fare un “governicchio” rubacchiando qualche senatore da una parte o dall’altra, lo sa bene, non potrà mai dare alcuna garanzia. Non è colpa di queste persone se Lei e i suoi diretti collaboratori non siete stati capaci di avere la fiducia dell’elettorato.

Se non lo comprende, passi la mano, non sa quanta gente la ringrazierà, a quanta gente risparmierà la vita e a quanta gente lascerà la dignità. Ogni giorno è prezioso, ogni ora è preziosa. Una piccola precisazione, dica al Suo valido collaboratore Fassina che non è il popolo che deve capire voi, siete voi che dovete capire il popolo.

Questa lettera non verrà pubblicata su Repubblica, non verrà firmata da Intellettuali ma La invito a trovare una sola parola che non corrisponda alla realtà.

05 marzo 2013

Leonardo.

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