Se non ce ne siamo resi conto sino ad ora, questa crisi politica ha evidenziato un unico aspetto, esistono due italie, esiste l’Italia dei garantiti che pensa, visto che la propria pancia, comunque, viene riempita automaticamente ogni giorno, che sia giusto “tenere duro”, che sia giusto che Bersani vada al governo con “Le Mie Idee” come le chiama lui stesso o, in alternativa, l’abisso, il niente. E’ l’Italia di coloro i quali vivono di principi, è l’Italia di coloro i quali si ritengono i giusti, che sono coloro che “devono” guidare il Paese e a cui poco importa se arriva o meno il downgrade di Moody’s (che renderebbe i nostri titoli di stato quasi a livello di “spazzatura”), a cui poco importa se per questo motivo sarà necessaria una nuova finanziaria per coprire il dissesto finanziario che questa operazione può creare, a cui poco importa se ogni giorno chiudono 1000 negozi e almeno 3000 famiglie sono senza lavoro, a cui poco importa se ogni giorno chiudono N fabbriche con migliaia di lavoratori disoccupati. Ma loro vivono di principi.

Cerchiamo di capire chi sono. Ormai la linea è chiara, è ben delineata, è dichiarata. Sono quella parte del 30% di voti che ha avuto la coalizione di centro-sinistra ma che non sono il 30% degli aventi diritto di voto degli italiani, sono il 21% degli elettori. Ma non sono nemmeno il 21% degli elettori in quanto, alle primarie per l’elezione del candidato leader del centro sinistra, Bersani ha avuto 2/3 delle preferenze. Allora sono i 2/3 del 21% degli elettori, praticamente il 14%.

Il 14% degli italiani VOGLIONO, PRETENDONO di poter portare il Paese alla definitiva distruzione. Non accettono compromessi, DEVONO dettare la linea guida del Paese e se non va come dicono loro, se gli altri non si piegano alla loro volontà, “Muoia sansone con tutti i filistei” tanto loro devono pensare a salvare i loro principi, la loro pancia sarà sempre piena, sono coloro i quali hanno pensato a essere garantiti.