Non nascondo che prima di scrivere questo articolo, ho dovuto considerare se ci potessero essere gli estremi per una eventuale querela. Non ce ne dovrebbero essere anche se, avendo in mano strumenti che potrebbe avere un buon giornalista, questo articolo potrebbe essere ancora più devastante.

Perché scrivo la parola querela? Svariati anni addietro scrivevo per un blog, eravamo più autori, 3 o 4 non ricordo, che fu querelato dall’allora Presidente dell’ANM per aver riportato una frase pubblicamente citata da Cossiga. La differenza fu che con Cossiga, il signore in questione diventò rosso di faccia, con noi del blog, invece, questo signore, decise bene di querelare.

Andiamo a noi.

Parliamo dell’Arch. Elisabetta Spitz in Follini, architetto con elegantissimo studio in Roma, in viale Angelico 163, interno 7 un elegante palazzo in zona Prati (ricordatevi bene questo indirizzo, servirà dopo)

Follini era, ai tempi, parliamo del 2007, all’opposizione nel centro-destra.

Il 17 gennaio il premier Romano Prodi annuncia il suo “sì” definitivo all’ampliamento della base militare Usa a Vicenza, la decisione che passo dopo passo porterà all’attuale momento di crisi.

Il 19 gennaio, nel Consiglio dei ministri numero 34, Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell’Economia e delle Finanze, propone l’«avvio della procedura per il rinnovo triennale di direttore dell’Agenzia del Demanio conferito all’architetto Elisabetta Spitz», stimatissimo professionista, nominata nel ruolo nel 2000 dall’allora ministro delle Finanze Vincenzo Visco. Elisabetta Spitz è la moglie di Marco Follini, leader dell’”Italia di mezzo”. In un’interrogazione i parlamentari Udc Tassone e Volontè parlarono di una retribuzione di 650 milioni di lire l’anno. Quando arrivò al ministero, l’11 giugno 2001, Giulio Tremonti non rinunciò alla sua collaborazione e non la sostituì, come prassi di spoil system, con una persona di sua fiducia. In quel periodo Marco Follini era il segretario del Ccd. L’iter della pratica è rapidissimo.

E nel consiglio numero 36 del 2 febbraio arriva il «rinnovo per un triennio» dell’incarico all’architetto Spitz.

Il 3 febbraio Follini parla ai circoli lombardi dell’ ”Italia di mezzo” e afferma: «Prodi ha pagato un prezzo alto, troppo alto all’estrema sinistra. Mi auguro che dia una sterzata verso il centro». E’ un’occasione da non perdere, ribadisce.

Il 21 febbraio l’esecutivo di Prodi è battuto in aula, per due voti, sulle linee di politica estera. Il premier si presenta al Quirinale.

Il 24 febbraio, con un’intervista al “Corriere della Sera”, Follini annuncia di voler sostenere il governo Prodi.
Il 25 febbraio dopo le parole del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi («Stanno comprando i senatori», senza alcun riferimento preciso).

Il 27 febbraio trapela la notizia che Elisabetta Spitz è indagata dalla procura di Catanzaro nell’inchiesta che coinvolge anche magistrati della Basilicata.

Il 28 febbraio Marco Follini vota sì al governo.

E sin qua i fatti. Pertanto quel trasferimento di Follini dal centro-destra al centro-sinistra permette al Governo di centro-sinistra di vivere. Ma ci sono, in questo contempo, altre situazioni strane. Dobbiamo partire dall’anno 2000 (Governi D’Alema-Amato), governi abbastanza fragili per numero di voti alla Camera.

Elisabetta Spitz, moglie di Follini, viene nominata, dall’allora ministro Visco, Direttore dell’Agenzia del demanio con uno stipendio da 650 milioni di lire annui, incarico triennale poi confermato dal Ministro Tremonti nel momento in cui segue il Governo Berlusconi, ma, quando siamo per arrivare al fatidico febbraio 2007 di cui raccontiamo la cronistoria degli eventi, succede che, oltre a confermare l’incarico triennale (e questa volta il governo di centro-sinistra), succede che viene creata una società, o meglio, un’associazione, l’associazione “Nuova Economia e Nuova Società” (Nens) fondata dal ministro per lo Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani (Ds) e dal viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco (Ds).

Secondo voi, dove ha sede questa nuova Associazione? Ha sede in Roma, in viale Angelico 163, interno 7 un elegante palazzo in zona Prati (vi avevo consigliato di prenderne nota). La conferma è data da quello che riporta il Secolo XIX che cita testualmente “Sono le 21 di ieri sera quando il cronista del Secolo XIX approda in viale Angelico 163 dove avevano sede le tre società di cui Elisabetta Spitz è stata liquidatrice. È un palazzo elegante, in zona Prati. Ecco che si avvicina un inquilino: «Volete sapere dove erano gli uffici della signora Spitz, della moglie di Follini? Erano nell’appartamento che adesso è occupato dall’associazione Nuova Economia e Nuova Società, sa quella di Bersani eVisco».

Già, all’interno sette dello stabile ha sede la Nens, fondata nell’estate del 2001 dai due membri del governo Prodi insieme con Nicola Rossi, Giulio Sapelli, Giuseppe Farina e Paolo Ferro Luzzi. Sul sito internet è scritto: «Lo scopo è quello di dare vita a un centro di studi, dibattiti, ricerche e pubblicazioni al quale liberamente la cultura riformista possa confrontarsi al suo interno e, all’esterno, con altre culture sui cambiamenti economico-sociali che si stanno verificando“.

Voci secondo le quali proprio l’attuale maggioranza, di cui adesso fa parte anche il marito, avrebbe scelto lei o società a lei vicine come membro dell’Ente Eur e per la ristrutturazione del palazzo dei Monopoli di Stato, nel cuore di Trastevere a Roma. Verità o calunnie emerse dopo il cambio di campo di Marco Follini? Risponde la diretta interessata, raggiunta in tarda serata al suo telefono di casa.

Architetto Spitz è vero che lei fa parte dell’Ente Eur? «È vero. Sono stata nominata nella commissione per la stima del patrimonio dell’Ente», spiega la signora Follini sentita dal “Secolo XIX”. Chi l’ha nominata? «È stata una nomina governativa». Da parte di quale esecutivo? «Non ricordo». Di centrosinistra o centrodestra? «Non saprei dire». Consultando gli atti della Camera si scopre che la nomina risale al 27 ottobre 1999, all’epoca, quindi, dell’esecutivo di Massimo D’Alema nel quale Visco era ministro delle Finanze. Il compenso fissato dal decreto era di sessanta milioni di lire. E le voci che indicano una sua società come assegnataria dei lavori per la ristrutturazione del palazzo dei Monopoli di Stato? «Non ho nessuna società. Non ho altro da dire in proposito».”

“Dottoressa Spitz, scusi, che cosa ha da dire sull’appartamento di viale Angelico 163 dove aveva sede il suo ufficio? «L’ho lasciato diversi anni fa». Era di sua proprietà? «No. Io sono proprietaria soltanto del cinquanta per cento di un appartamento sulla collina Fleming, a Roma, e di un altro appartamento al mare. Tutto qui, potete controllare gli atti ufficiali». Va bene, ma l’appartamento è di proprietà di una persona a lei vicina, un familiare o un amico? Silenzio. Vale come silenzio assenso? «Senta, io adesso devo stare con mia figlia. Non potete disturbarmi per queste cose». Signora Spitz, scusi, ancora una domanda: lei conosce la Nens, l’associazione dei ministri Visco e Bersani? «La conosco, certo, è molto nota. Ma questo non significa proprio niente».”

Chiaramente io mi fermo qui e lascio a chi legge ogni eventuale considerazione. Ma questo per farvi capire, ed è solo una miliardesima parte, di quale potere possa dare l’essere al Governo e perché qualcuno darebbe l’anima pur di essere Premier.

A Bari c’era un notissimo e stimatissimo giornalista che diceva:

“Si pote fà stà vita?” e si rispondeva da solo: ” Se pote, pote”

Architetto, lei sa se la Nens ha preso il posto del suo studio in viale Angelico 163? Silenzio. Signora Follini, ci può dire chi ha preso il suo posto in viale Angelico? «Non potete disturbarmi per queste cose», taglia corto Elisabetta Spitz. E aggiunge: «State attenti, perché io ho querelato altri giornali e ho vinto le cause».