C’è un po’ di confusione che pervade, non solo il sottoscritto ma altri amici.

Leggendo il quotidiano Repubblica, nell’articolo del 14 Novembre 2012 dal titolo ” Governatore assolto, veleni fra toghe Gip amica della sorella di Vendola” veniva riportato “…… “Lo ha raccontato lo stesso giudice De Felice in una lettera inviata al suo capo a settembre, molto prima della sentenza. In seguito ad alcune voci circolate in ufficio sul suo rapporto con Patrizia Vendola, la giudice aveva fatto ufficialmente presente al capo del suo ufficio, il giudice Antonio Diella, di conoscere la sorella del Governatore. Di non esserle amica, ma di averla incontrata a qualche cena, un paio delle quali organizzata proprio dalla dottoressa Digeronimo. Vista la situazione, non riteneva di doversi astenere e chiedeva al suo capo se la pensasse diversamente. La lettera della De Felice è stata protocollata. Come la risposta di Diella: anche per il capo dell’ufficio non c’era alcun ostacolo perché la De Felice continuasse a occuparsi del processo………”

Da Panorama in uscita il 14 Febbraio 2013:

“………. nell’interrogatorio Patrizia Vendola ha così quantificato gli incontri conviviali con De Felice a partire dal 2004: «Ho condiviso amici e feste con lei per diversi anni, con una cadenza di circa un incontro al mese sino al 2009; da allora, dopo che è mancato mio padre, ci saremo viste cinque o sei volte, non di più».”

Allora, da quello che viene riportato sui due giornali, la De Felice dichiara di aver incontrato la Vendola, un paio di volte, ma la Vendola dichiara di aver incontrato la giudice De Felice almeno una cinquantina di volte, periodicamente e per un certo numero di anni.

Cosa c’è che non va?

Allora, da quello che viene riportato sui due giornali, la De Felice dichiara di aver incontrato la Vendola, un paio di volte, ma la Vendola dichiara di aver incontrato la giudice De Felice almeno una cinquantina di volte, periodicamente e per un certo numero di anni.